Pieve
di Retina
Il complesso si trova all'incrocio
di un percorso viario romano, pertanto si fa risalire a quest'epoca
la costruzione dell'insediamento. La Pieve, dedicata ai Santi
Ippolito e Cassiano, dovrebbe essere sorta intorno al V sec.;
l'impianto romanico è dell'XI secolo. Ad una fase di declino,
XIII-XV sec., seguirono lavori di ripristino a cominciare dal
1512. Nel 1581 la chiesa fu riconsacrata dai Cappuccini con il
nome di S. Maria degli Angeli. Il convento annesso fu soppresso
in epoca napoleonica (1810), per tornare poi nel 1884 nuovamente
ai Cappuccini. L'assetto cinquecentesco della chiesa fu modificato
alla metà di questo secolo: furono smontati i tre altari
lignei seicenteschi, demolite le tamponature delle arcate di fondo
per riportare in vista le cappelle absidali romaniche. Ciò
comportò la perdita degli altari e delle opere ivi contenute.
La chiesa è preceduta da un cortile-sagrato, alla facciata
è addossato un portico a tre arcate in cui si trova il
portale romanico. L'interno di carattere rinascimentale ha pianta
rettangolare a tre navate, terminanti in tre absidi semicircolari.
Degna di nota è la ricca decorazione dei Capitelli, degli
inizi del XVI secolo.
Santuario del Bagno
Si trova a 2 Km dal paese, immerso nel verde di boschi e castagni.
Il Santuario fu costruito nel XIII sec. per ricordare l'apparizione
della Vergine a due pastorelle. L'attuale costruzione è
operadell'architetto Corinto Corinti, che la portò a compimento
nel 1887. La facciata è spartita da lesene poco rilevate,
a destra si trova il campanile in pietra serena, a sinistra un
portico con loggiato. Su questo lato si trovavano i Bagni, costruiti
alla fine del XIX sec. La tradizione vuole infatti che la Madonna,
a testimonianza della sua apparizione, abbia fatto sgorgare l'acqua.
L'interno della chiesa, a croce greca e unica navata, è
coperto con volta a botte. Sull'altare maggiore si trova una statua
in terracotta policroma raffigurante la Vergine con Bambino, attribuita
ad Andrea Sansovino.
Castello
di Montecchio
Si trova su un'altura (m.368) poco distante dal paese, verso Cortona.
Sorse nel XII sec. su un impianto precedente del X e XI sec. Agli
inizi del 1200 Montecchio si costituì in Comune. Nel 1289,
in seguito alla battaglia di Campaldino, passò con Castiglione
a Firenze e nel 1344 a Perugia. Successivamente la Repubblica
fiorentina lo concesse al capitano di ventura John Hawkwood (Giovanni
Acuto), come compenso per i servizi resi. Nel decennio di appartenenza
all'Acuto (1382-1393 ca.) fu innalzata l'alta torre. Alla morte
di questi, Montecchio tornò ai Fiorentini. Verso la metà
del XVI sec., essendo diminuita la sua importanza strategica,
fu dato a famiglie private e nel 1641 fu eletto a marchesato della
famiglia Capponi. Nel periodo leopoldino, fine del 1700, la popolazione
si spostò a valle e le abitazioni interne del castello
vennero abbattute.
La cinta muraria, in pietra arenaria, è protetta da otto
torri di guardia. All'interno sono ancora visibili: il Casseretto,
collegato alle mura da due cortine, la Torre a pianta quadrata
alta circa trenta metri; la Casa torre del "Tribunale"
e due abitazioni appoggiate alle mura nord-ovest.
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