Chiesa
della Buona Morte
La chiesa fu costruita dalla Compagnia della Morte, sui
ruderi di una precedente chiesa dedicata a San Silvestro, a partire
dal 1574. Sallustio Lambardi, scultore di Lucignano, nel 1618
ornò l'edificio con spalliere e un soffitto ligneo con
al centro la Pietà ad altorilievo. Soppressa nel 1785,
fu poi affidata ai Padri Scolopi e riaperta al culto nel 1792.
Nel 1940 sono stati effettuati importanti interventi di restauro,
in particolare sulla facciata.
All'altare di destra si trova una tavola di Scuola fiorentina
raffigurante la Vergine, il Bambino e S. Giovannino (XVI sec.).
In quello di sinistra vi è un crocifisso ligneo a grandezza
naturale (fine del XV sec.). Lungo le pareti laterali comici a
stucco delimitano sei episodi della Passione di Cristo, sono datati
1774.
Chiesa
di S. Agostino
Fu eretta nel XIII sec. grazie ad un lascito della famiglia Nocci
di Montecchio. Nel 1333 vi si trasferirono gli Agostiniani e nel
1398 furono terminati i lavori di rifacimento della chiesa e la
costruzione dell'annesso convento. Una nuova ristrutturazione
fu fatta tra il 1579 e il 1588. Durante il XVII e XVIII sec. furono
collocati gli altari, parzialmente smantellati nel 1816. Il convento,
in seguito alle soppressioni napoleoniche degli edifici religiosi,
divenne proprietà privata. Si accede alla chiesa tramite
una rampa laterale ed una scalinata frontale. La facciata a capanna
è in pietra arenaria, così come il campanile rettangolare
sul lato sinistro.
All'interno della chiesa, a navata unica, vi sono due altari seicenteschi
in pietra, opera di Filippo Berrettini. Sul lato destro della
navata: un'Annunciazione del pittore cortonese Nicolò Ghiori,
il Martirio di S. Andrea di un pittore seicentesco. Nel coro:
stalli intagliati in legno (XVIII sec.), a destra Gesù
che guarisce gli infermi (fine XVI sec.), a sinistra la Vergine
in Gloria con S. Nicola e S. Francesco (XVIII sec.) dello Zabarelli.
Nella cappella a sinistra del coro vi è un affresco assai
rovinato, raffigura S. Caterina, S. Lorenzo e S. Niccolò
(1458), oltre alla statua di S. Paolo Eremita. Sul lato sinistro
della navata: Santi in adorazione e Angeli di Scuola vasariana,
questa tavola incornicia un frammento di affresco con la Vergine
che allatta il Bambino (XIV sec.).
Chiesa
di S. Stefano (S. Lazzaro)
La chiesa è conosciuta con il nome di S. Lazzo,
probabile corruzione di S. Lazzaro, nome della via in cui si trova.
Fu costruita per volontà della locale Compagnia di S. Stefano,
da qui il nome originario, attorno al 1350, data che si trova
scolpita sull'architrave del portale.
Soppressa come edificio di culto nel 1785, divenne di proprietà
privata. Dopo i lavori di restauro effettuati dalla Soprintendenza
ai Monumenti, la chiesa è oggi adibita ad attività
culturali. Sulla semplice facciata a capanna, nella lunetta sopra
il portale, è visibile una sinopia raffigurante la Vergine
e due Santi. Al suo interno, a navata unica con capriate lignee,
mostra interessanti cicli di affreschi, eseguiti a più
riprese da diversi pittori tra la seconda metà del XIV
sec. e la prima metà del XV. Segnaliamo la Strage degli
Innocenti, nel registro superiore del lato destro, la splendida
Crocifissione di impronta giottesca sul fondo e le Storie di S.
Stefano di pittore aretino sul lato sinistro.
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